suggestiva sala del ristorante gourmet mimesi a firenze tavoli apparecchiati in una cornice di design di alta classe ristorante mimesi dettagli del ristorante gourmet a firenze mimesi
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Taste the Art.

Mimesi,
il nostro Ristorante Gourmet a Firenze

Il nostro Ristorante Gourmet a Firenze, il Mimesi, è uno dei luoghi più significativi, perché rispecchia la rinnovata vocazione all’ospitalità di Dimora Palanca. In quest’area nobile e intima, con soli 20 coperti, vi sentirete accolti dall’atmosfera avvolgente.

La brigata guidata dall’executive chef Giovanni Cerroni vi guiderà in un percorso sensoriale alla ricerca di un perfetto equilibrio tra territorialità, ricordi e orizzonti da inventare: la gioia piena che si libera dal gusto inteso come seduzione dei 5 sensi.

Il nostro chef pensa e cucina per sorprendere chi varca la soglia del ristorante: si sente, si vede e si apprezza a ogni assaggio.

Taste the Art.

La filosofia del Mimesi

Ricerca, capacità di innovare, ma anche di ricordare e di mettere insieme i sapori legati a una memoria percettiva personale con tecniche sofisticate, apprese in un iter professionale di respiro internazionale: potrebbe essere definita così la cucina dello chef Giovanni Cerroni, che a trent’anni ha già fatto esperienze in giro per il mondo, lavorando a stretto contatto con figure come Italo Bassi, attualmente patron del ristorante ConFusion di Porto Cervo (1 stella Michelin), e Andoni Luis Aduriz, inventore geniale e irriverente dello stellato Mugaritz (2 stelle Michelin) di Errenteria.

Qui la stagionalità è doverosa ed i menu degustazione sono creati per invitare l’ospite in un itinerario di sapori. Le scelte degli alimenti sono incentrate su prodotti biologici e legati al territorio, come il pollo del Valdarno, le uova della gallina nera del Valdarno, il cavolo nero, la cipolla di Certaldo, il pecorino toscano, grani e legumi negletti.

Cerroni e la sua brigata vogliono creare con questo effetto una piccola, ma concreta, rivoluzione gastronomica in cui gli ospiti possano sentirsi sempre a proprio agio, anche perché sono portati ad attivare una connessione quasi empatica con i piatti, che spesso può tradursi nella rielaborazione di un ricordo e conseguentemente nel ritrovamento di un sapore della memoria.

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